domenica 27 giugno 2010

Noi siamo Özil

All'elezione di Ratzinger a lettere cubitali BILD in prima pagina titolava "Noi siamo Papa". Quanta gloria da allora il papa tedesco ha perso nell'opinione pubblica tedesca!
Ora in Sudafrica si giocano i mondiali di calcio e mai un titolo sembrava più appropriato quanto "Noi siamo Özil!". Il giovane giocatore 21enne è nato nella Ruhr con il suo vecchio mito operaio superato da tempo. I genitori 40 anni fa erano immigrati dalla lontana Anatolia nel cuore della Ruhr per trovare un lavoro. Lui è tedesco anche se a casa parla ancora il turco perché la mamma, si sa la mamma, ancora non capisce bene il tedesco. Mesut Özil rappresenta come poch'altri la nuova Germania calcistica, giovane e multietnica. Ci sono oltre a lui Cacao (nazionalizzato dal Brasile), c'è Sami Khedira, con mamma tedesca e papà maghrebino, c'è Jérome Boateng nato a Berlino di gentori del Ghana, ci sono le vecchie star Podolski e Klose, entrambi di lontane origine polacche.
Il giovane Özil ci ha calciato negli ottavi con il suo goal contro il Ghana, lo stesso Ghana che ieri sera ha eliminato gli USA dal torneo. E tutto il paese spera oggi pomeriggio in una sconfitta dell'Inghilterra, sotto un sole scottante di 35°, magari di nuovo con un bel goal di Özil.

giovedì 3 giugno 2010

No, non è Rosetta

Forte sconfitta per la cancelliera. La sua candiadata preferita e amica, Ursula von der Leyen detta Rosetta, non sarà la nuova presidente del paese. La vecchia guardia del partito si è opposta e ha scelto il 50enne Christian Wulff, presidente della regione della Bassa Sassonia. Troppe donne, troppo protestante, troppo moderne per un partito in crisi sembra la causa prima della scelta contro Rosetta. E la Sig.ro Merkel ha dovuto subìre. Più potere sembra sforgiare sul piano internazionale più fragile è nel suo partito.
Peccato, un'occasione sprecata.

Sarà Rosetta?

Ursula von der Leyen,detta "Röschen", 51 anni, medico, madre di otto figli, brilliante eloquente attuale ministra del lavoro (quella con il budget più grosso di tutto il governo tedesco ovvero 150 miliardi di Euro) dopo le impreviste dimissioni del capo di Stato Horst Köhler il 30 giugno sarà la probabile successora al castello Bellevue in quel di Berlino. Con lei vincerà un'altra donna nella politica tedesca e un'altra delle riformatrici di un partito democristiano quasi irriconoscibile da quando Angela Merkel, "la ragazza dell'Est", l'ha resa moderna, pragmatica e in un senso laico nordica-protestante. Come ex ministra degli Affari sociali di fronte al drammatico calo demografico ha introdotto la paga per i genitori (tra 300 e 1.400 Euro mensili) per madre o PADRE che rimane a casa con un neonato in famiglia.
E viva Rosettina!