lunedì 8 novembre 2010
Viaggio interminabile del castoro nucleare
L'operazione "castoro" ovvero il trasporto di materiali di scarto altamente radioattivi dalla Francia nel nord della Germania in una vecchia salina a Gorleben sta diventando un viaggio esplosivo: venerdì il treno con il suo carico nucleare è partito per attraversare la frontiera franco-tedesca dalle parti di Straburgo per risalire quasi tutto il paese. Lungo tutto il tratto migliaia di migliaia di manifestanti si sono incatenati lungo i binari. Rallentamenti lungo tutta la linea per arrivare dopo più di 2 giorni vicino a destinazione dove 50.000 persone fatte di giovani, bambini, anziani, nonne, madri, contadini, hanno aspettato da giorni per espreimere la loro protesta pacifica contro il nucleare. Fin qui niente di nuovo. Dal '92 sono avvenuti 15 di questi trasporti. Dai primi del 2000 però si è visto una fine ovvero l'uscita dal nucleare negoziata tra il governo rosso-verde e i proprietari delle centrali tedesche e le proteste erano diventate sempre meno massiccie. ora, con la decisione del governo liberal-democristiano che due mesi fa ha negoziato un prolungamento dell'attività dei reattori tedeschi, la pace, raggiunta dopo anni di proteste è stata duramente minata, anzi rotta. E in Germania dobbiamo imparare una nuova parola quesi intraducibile "schottern" ovvero togliere il terreno sotto i binari per impedire ai treni di proseguire. Ieri notte migliaia di persone stavano scavando lungo il percorso del "castoro". 20.000 poliziotti che per turni fino a 30 ore hanno dovuto portarli via, uno per uno, scene da wild west si sono prolungati nei boschi tedeschi per tutta la notte. Lunedì pomeriggio il treno non era ancora arrivato a destinazione e quando sarà arrivato questo non sarà di certo la fine della storia del movimento antinucleare tedesco che ormai è largamente maggioritario nel paese.
sabato 9 ottobre 2010
Noi siamo Özil? e il nuovo '68 tedesco - formato stoccardense
La Germania ieri sera ha vinto una partita di calcio - per la cronaca 3:0. Fin qui niente di sorprendente. Ha vinto a Berlino. Contro la Turchia. Ma... giocava all'estero o a casa? In mezzo al più acceso dibattito, attualmente in atto nel paese, sull'integrazione dei "cittadini di origine migratorie", nome ufficiale per i ca. 15 milioni di cittadini in Germania con radici non tedeschi, di cui una scarsa metà con passaporto tedesco . Lo stadio con 75.000 posti era pieno, metà tedeschi autoctoni, metà turchi tedeschi, tanti di essi integrati da anni, tanti ormai nella terza generazione, tanti abitanti nel loro mondo parallelo.
I due che hanno segnato per la Germania del calcio erano Klose e Özil, il primo di lontane origine polacche, il secondo turche, attualmente star del Real Madrid. Ogni volta che Özil toccava palla un feroce concerto di fischi lo accompagnava. Brutto gesto, bruttissimo. Ha segnato lo stesso, da vero professionista. Per i turchi nello stadio per la parte sbagliata.
Da settimane a Stoccarda va in scena uno spettacolo insolito: ogni lunedì (venerdì o anche altri giorni) migliaia di persone si raggruppano davanti alla stazione ferrovaria. Protestano. Contro un progetto, costoso, che eliminerebbe la stazione da sopra terra trasformandola in una stazione sotto terra e di passaggio, inserito in un piano europeo di collegamenti veloci. Sono in 30, 50, 100.000, sempre più. Hanno già messo in grosse difficoltà il governo regionale (della quale regione Stoccarda è capitale), sono già oggetto del dibattito naziopnale, in parlamento e nell'opinione pubblica. Ora si sta tentando una mediazione. Se si votasse oggi nella demoscopea i Verdi sono volati a quasi il 30% nella regione, a 20-25 a livello nazionale, il governo Merkel, la coalizione cristiano-liberale, una sperduta minoranza. Curioso, proprio il partito nato dal movimento del '68, oggi sarebbe dominante per il futuro di questo paese.
A volte tornano... e anche migliorati...
I due che hanno segnato per la Germania del calcio erano Klose e Özil, il primo di lontane origine polacche, il secondo turche, attualmente star del Real Madrid. Ogni volta che Özil toccava palla un feroce concerto di fischi lo accompagnava. Brutto gesto, bruttissimo. Ha segnato lo stesso, da vero professionista. Per i turchi nello stadio per la parte sbagliata.
Da settimane a Stoccarda va in scena uno spettacolo insolito: ogni lunedì (venerdì o anche altri giorni) migliaia di persone si raggruppano davanti alla stazione ferrovaria. Protestano. Contro un progetto, costoso, che eliminerebbe la stazione da sopra terra trasformandola in una stazione sotto terra e di passaggio, inserito in un piano europeo di collegamenti veloci. Sono in 30, 50, 100.000, sempre più. Hanno già messo in grosse difficoltà il governo regionale (della quale regione Stoccarda è capitale), sono già oggetto del dibattito naziopnale, in parlamento e nell'opinione pubblica. Ora si sta tentando una mediazione. Se si votasse oggi nella demoscopea i Verdi sono volati a quasi il 30% nella regione, a 20-25 a livello nazionale, il governo Merkel, la coalizione cristiano-liberale, una sperduta minoranza. Curioso, proprio il partito nato dal movimento del '68, oggi sarebbe dominante per il futuro di questo paese.
A volte tornano... e anche migliorati...
martedì 14 settembre 2010
Thilo e Erika
Thilo Sarrazin, ex-senatore di Berlino per le finanze, dalla settimana scorsa ex membro della Banca nazionale e tra qualche mese sarà pure ex-SPD. Cos'ha fatto per meritarsi una tale caduta? Il signore scrive libri, libri con tesi molto discutibili. Qualche perla: gli islamici sarebbero più stupidi (e con la loro presenza massiccia in Germania contribuirebbero all'abbassamento del livello culturale generale del paese) o che gli ebrei disporrebbero di un gene particolare.
Dunque, persone stupide ci sono sempre state e anche un Sig. Sarrazin può pensare ciò che crede giusto. Di certo non può essere dirigente della Banca nazionale e di certo non può rimanere nel SPD.
Erika Steinbach, prosperosa signora dell'ala destra della CDU, da anni la figura emblema dei tedeschi espulsi dai paesi dell'est dopo la guerra nazionalsocialista, dice che la Polonia, in fondo, nel '39 aveva provocato l'invasione tedesca. Viene criticata ma non espulsa dal suo partito, partito che lo scorso fine settimana ha cercato invano il suo profilo identitario. Voci di troppo modernismo, liberalismo e forse anche troppe donne (protestanti) a indicare la linea del partito. E tanti a lamentarsi che la Sig.ra Merkel avrebbe fatto smarrire i contenuti conservatori e cristiani.
Due personaggi, due storie.
La Germania di oggi è anche questo.
Dunque, persone stupide ci sono sempre state e anche un Sig. Sarrazin può pensare ciò che crede giusto. Di certo non può essere dirigente della Banca nazionale e di certo non può rimanere nel SPD.
Erika Steinbach, prosperosa signora dell'ala destra della CDU, da anni la figura emblema dei tedeschi espulsi dai paesi dell'est dopo la guerra nazionalsocialista, dice che la Polonia, in fondo, nel '39 aveva provocato l'invasione tedesca. Viene criticata ma non espulsa dal suo partito, partito che lo scorso fine settimana ha cercato invano il suo profilo identitario. Voci di troppo modernismo, liberalismo e forse anche troppe donne (protestanti) a indicare la linea del partito. E tanti a lamentarsi che la Sig.ra Merkel avrebbe fatto smarrire i contenuti conservatori e cristiani.
Due personaggi, due storie.
La Germania di oggi è anche questo.
domenica 27 giugno 2010
Noi siamo Özil
All'elezione di Ratzinger a lettere cubitali BILD in prima pagina titolava "Noi siamo Papa". Quanta gloria da allora il papa tedesco ha perso nell'opinione pubblica tedesca!
Ora in Sudafrica si giocano i mondiali di calcio e mai un titolo sembrava più appropriato quanto "Noi siamo Özil!". Il giovane giocatore 21enne è nato nella Ruhr con il suo vecchio mito operaio superato da tempo. I genitori 40 anni fa erano immigrati dalla lontana Anatolia nel cuore della Ruhr per trovare un lavoro. Lui è tedesco anche se a casa parla ancora il turco perché la mamma, si sa la mamma, ancora non capisce bene il tedesco. Mesut Özil rappresenta come poch'altri la nuova Germania calcistica, giovane e multietnica. Ci sono oltre a lui Cacao (nazionalizzato dal Brasile), c'è Sami Khedira, con mamma tedesca e papà maghrebino, c'è Jérome Boateng nato a Berlino di gentori del Ghana, ci sono le vecchie star Podolski e Klose, entrambi di lontane origine polacche.
Il giovane Özil ci ha calciato negli ottavi con il suo goal contro il Ghana, lo stesso Ghana che ieri sera ha eliminato gli USA dal torneo. E tutto il paese spera oggi pomeriggio in una sconfitta dell'Inghilterra, sotto un sole scottante di 35°, magari di nuovo con un bel goal di Özil.
Ora in Sudafrica si giocano i mondiali di calcio e mai un titolo sembrava più appropriato quanto "Noi siamo Özil!". Il giovane giocatore 21enne è nato nella Ruhr con il suo vecchio mito operaio superato da tempo. I genitori 40 anni fa erano immigrati dalla lontana Anatolia nel cuore della Ruhr per trovare un lavoro. Lui è tedesco anche se a casa parla ancora il turco perché la mamma, si sa la mamma, ancora non capisce bene il tedesco. Mesut Özil rappresenta come poch'altri la nuova Germania calcistica, giovane e multietnica. Ci sono oltre a lui Cacao (nazionalizzato dal Brasile), c'è Sami Khedira, con mamma tedesca e papà maghrebino, c'è Jérome Boateng nato a Berlino di gentori del Ghana, ci sono le vecchie star Podolski e Klose, entrambi di lontane origine polacche.
Il giovane Özil ci ha calciato negli ottavi con il suo goal contro il Ghana, lo stesso Ghana che ieri sera ha eliminato gli USA dal torneo. E tutto il paese spera oggi pomeriggio in una sconfitta dell'Inghilterra, sotto un sole scottante di 35°, magari di nuovo con un bel goal di Özil.
giovedì 3 giugno 2010
No, non è Rosetta
Forte sconfitta per la cancelliera. La sua candiadata preferita e amica, Ursula von der Leyen detta Rosetta, non sarà la nuova presidente del paese. La vecchia guardia del partito si è opposta e ha scelto il 50enne Christian Wulff, presidente della regione della Bassa Sassonia. Troppe donne, troppo protestante, troppo moderne per un partito in crisi sembra la causa prima della scelta contro Rosetta. E la Sig.ro Merkel ha dovuto subìre. Più potere sembra sforgiare sul piano internazionale più fragile è nel suo partito.
Peccato, un'occasione sprecata.
Peccato, un'occasione sprecata.
Sarà Rosetta?
Ursula von der Leyen,detta "Röschen", 51 anni, medico, madre di otto figli, brilliante eloquente attuale ministra del lavoro (quella con il budget più grosso di tutto il governo tedesco ovvero 150 miliardi di Euro) dopo le impreviste dimissioni del capo di Stato Horst Köhler il 30 giugno sarà la probabile successora al castello Bellevue in quel di Berlino. Con lei vincerà un'altra donna nella politica tedesca e un'altra delle riformatrici di un partito democristiano quasi irriconoscibile da quando Angela Merkel, "la ragazza dell'Est", l'ha resa moderna, pragmatica e in un senso laico nordica-protestante. Come ex ministra degli Affari sociali di fronte al drammatico calo demografico ha introdotto la paga per i genitori (tra 300 e 1.400 Euro mensili) per madre o PADRE che rimane a casa con un neonato in famiglia.
E viva Rosettina!
E viva Rosettina!
lunedì 10 maggio 2010
Vittoria al femminile
La Renania-Westfalia ha votato. Ebbé diranno in tanti, è solo uno dei 16 Länder tedeschi. Invece quello che ieri notte abbiamo visto nella battaglia all'ultimo voto è stato un nuovo voto nazionale ed è stato negativo per il governo. Non solo perché la Renania-Westfalia conta più di 11 milioni di cittadini - grande due volte la Svizzera - ma perché con la nuova maggioranza a Düsseldorf è caduta la maggioranza nero-giallo nella Camera federale, quella che deve convalidare un numero enorme della legislazione passato alla Prima Camera. Sconfitta la politica dei liberali, sconfitta anche la Sig.ra Merkel che ha visto scivolare la sua CDU di oltre 10 punti percentuali.
Chi ha vinto sono due donne, Hannelore Kraft dei socialdemocratici che ha fatto rinascere l'SPD dalle sue ceneri degli ultimi anni e la Sylvia Löhrmann, leader dei verdi, nelle cui mani sta ora il futuro indirizzo politico di tutta la Germania Federale e con ciò inevitabilmente quello dell'Europa.
La notte si è scaldata poi verso le due con il "pacchetto" di consolidamento all'Euro deciso a Bruxelles, unico nella storia della moneta unica in un disperato tentativo di vincere la battaglia contro i speculatori mondiali che da tempo hanno capito la vera debolezza dell'Euro, i suoi anelli deboli tra cui dopo la Grecia, il Portogallo, la Spagna, l'Italia.
Chi ha vinto sono due donne, Hannelore Kraft dei socialdemocratici che ha fatto rinascere l'SPD dalle sue ceneri degli ultimi anni e la Sylvia Löhrmann, leader dei verdi, nelle cui mani sta ora il futuro indirizzo politico di tutta la Germania Federale e con ciò inevitabilmente quello dell'Europa.
La notte si è scaldata poi verso le due con il "pacchetto" di consolidamento all'Euro deciso a Bruxelles, unico nella storia della moneta unica in un disperato tentativo di vincere la battaglia contro i speculatori mondiali che da tempo hanno capito la vera debolezza dell'Euro, i suoi anelli deboli tra cui dopo la Grecia, il Portogallo, la Spagna, l'Italia.
sabato 24 aprile 2010
Tavola a tre, catene umane e una ministra turca
Tre ministre donne (giustizia, famiglia, scienza e università) ieri hanno aperto una tavola rotonda con la quale si vorrà trovare un ambito per l'elaborazione di nuove sensibilità e norme per prevenire meglio abusi sessuali futuri e trovare eventuali forme di risarcimento per quelli passati. Oltre decine di rappresentanti di varie organizzazioni attive nel campo dell'educazione partecipa anche la chiesa cattolica.
Oggi una catena umana lunga ca. 150 km formata da decine di migliaia di persone esprime la vivace protesta contro i piani di governo di prolungare l'attività delle centrali nucleari mentre di questi giorni la notizia che in Germania il solare sta vivendo un tale boom che presto supererà di molto la quota di energia proveniente dal nucleare.
Nella Bassa-Sassonia è stata chiamata la prima ministra di origine turca al governo della regione e in tutto il paese si discute l'assunzione di una percentuale di personale nel servizio pubblico corrrispondente alla reale presenza della popolazione di origine "straniera".
E pensare che tra... diciamo Stoccarda e Varese ci sono solo 350 km... ma in mezzo un mondo intero.
Oggi una catena umana lunga ca. 150 km formata da decine di migliaia di persone esprime la vivace protesta contro i piani di governo di prolungare l'attività delle centrali nucleari mentre di questi giorni la notizia che in Germania il solare sta vivendo un tale boom che presto supererà di molto la quota di energia proveniente dal nucleare.
Nella Bassa-Sassonia è stata chiamata la prima ministra di origine turca al governo della regione e in tutto il paese si discute l'assunzione di una percentuale di personale nel servizio pubblico corrrispondente alla reale presenza della popolazione di origine "straniera".
E pensare che tra... diciamo Stoccarda e Varese ci sono solo 350 km... ma in mezzo un mondo intero.
giovedì 22 aprile 2010
Mixa e Schneider... e buon compleanno a Ursula
Cosa mai potrebbe legare questi due personaggi pubblici tedeschi che più differenti non potrebbero essere?
Peter Schneider, scrittore e sessantottino a vita, ieri ha compiuto 70 anni, Walter Mixa, vescovo di Augsburg, 68 anni, ieri si è dimesso. Grandi notizie tutte e due, l'ultima sicuramente di più. Quanto mai nella storia la pressione dell'opinione pubblica è riuscita a far dimettere un vescovo? Lui ha primo negato di aver usato violenza fisica nei confronti di alunni, poi ha ammesso che qualche sberleffo possa essere volato... Mixa è un personaggio che nella chiesa cattolica tedesca si è da sempre distinta per "opinioni" alquanto bizzarre: una volta ha sostenuto che le donne che danno i loro figli nell'asilo nido per poter lavorare si autodeghradano a pure "macchine di riproduzione", un'altra, recentemente, che i tantissimi scandali di abuso sessuale avvenuti dietro le mura di istitutioni cattoliche e non in fondo sia "colpa del '68 e della rivoluzione sessuale da esso prodotto". Appunto il '68. La pressione nei confronti della chiesa cattolica in Germania e anche nei confronti del "loro" Papa sta aumentando di giorno in giorno e viene da lontanto, anche dal movimento del '68. In massa i fedeli cattolici lasciano le loro parrocchie, sempre più sfiduciati e disorientati.
Ma Peter Schneider cosa c'entra con tutto ciò? Il '68 tedesco e con esso anche Peter Schneider ha creato le basi per una società moderna occidentale e profondamente laica in cui i valori etici si fondano su valori universali e dei diritti umani e non su un fondamentalismo cattolico medioevale e di repressione.
Il '68 ha cambiato questa società anche e soprattutto attraverso le donne che hanno lottato per una donna liberata da antichi pregiudizi e possibilmente destinatrice del proprio destino.
Una di queste tante donne favolose oggi compie gli anni: Buon compleanno, cara Ursula!
Peter Schneider, scrittore e sessantottino a vita, ieri ha compiuto 70 anni, Walter Mixa, vescovo di Augsburg, 68 anni, ieri si è dimesso. Grandi notizie tutte e due, l'ultima sicuramente di più. Quanto mai nella storia la pressione dell'opinione pubblica è riuscita a far dimettere un vescovo? Lui ha primo negato di aver usato violenza fisica nei confronti di alunni, poi ha ammesso che qualche sberleffo possa essere volato... Mixa è un personaggio che nella chiesa cattolica tedesca si è da sempre distinta per "opinioni" alquanto bizzarre: una volta ha sostenuto che le donne che danno i loro figli nell'asilo nido per poter lavorare si autodeghradano a pure "macchine di riproduzione", un'altra, recentemente, che i tantissimi scandali di abuso sessuale avvenuti dietro le mura di istitutioni cattoliche e non in fondo sia "colpa del '68 e della rivoluzione sessuale da esso prodotto". Appunto il '68. La pressione nei confronti della chiesa cattolica in Germania e anche nei confronti del "loro" Papa sta aumentando di giorno in giorno e viene da lontanto, anche dal movimento del '68. In massa i fedeli cattolici lasciano le loro parrocchie, sempre più sfiduciati e disorientati.
Ma Peter Schneider cosa c'entra con tutto ciò? Il '68 tedesco e con esso anche Peter Schneider ha creato le basi per una società moderna occidentale e profondamente laica in cui i valori etici si fondano su valori universali e dei diritti umani e non su un fondamentalismo cattolico medioevale e di repressione.
Il '68 ha cambiato questa società anche e soprattutto attraverso le donne che hanno lottato per una donna liberata da antichi pregiudizi e possibilmente destinatrice del proprio destino.
Una di queste tante donne favolose oggi compie gli anni: Buon compleanno, cara Ursula!
sabato 20 marzo 2010
Papi, papesse e certi giornali scandalistici
Quando Benedetto XVI fu eletto papa un giornale scandalistico tedesco in lettere cubitali in prima pagina strillò "Noi siamo papa!", un titolo che si riferiva alla nazionalità del nuovo papa e non certo per gioia per il cattolicesimo come fede diffusa. Anzi, ogni giorno che passa la Germania sta diventando meno papale. Da quando i scandali di abusi sessuali specie in collegi cattolici stanno invadendo i notiziari del paese, i tedeschi già pochi inclini alla fede cattolica, sembrano darne un addio alquanto decisivo. Un indagine di pochissimi giorni fa diceva che ormai solo il 10 % ritiene il celibato un'istituzione ancora compatibile coi tempi moderni e la grande maggioranza della popolazione è convinta che esso, il celibato, è concausa principale degli abusi stessi e ogni giorno si aggiunge un'altra dichiarazione di rappresentanti cattolici apertamente critici del papa e del suo prolungato silenzio e la prassi, per tanti anni in uso, di coprire con il silenzio i misfatti di preti nei casi di abusi sessuali su minori.
Poche settimane fa, la carismatica "papessa" protestante, Margot Kässmann, eletta presidente dei protestanti tedeschi solo pochi mesi fa, si è dimessa perché aveva passato un semaforo rosso in stato di ebrezza. La signora non solo era divorziato, uno smacco oramai accettato dall'opinione pubblica, ma da quando eletta osava criticare pubblicamente per esempio la poca sincerità con cui i politici nascondono la verità sulla natura della guerra in Afghanistan. E chi aveva pubblicato la foto della "papessa" al volante in stato meno decoroso del solito? Naturalmente lo stesso giornale di sopra, quello di "Noi siamo papa!", giornale che sostiene politicamente l'attuale maggioranza conservatore al governo. Il giorno dopo Margot Kässmann si è dimessa. Quale caso conosciamo di dimissioni dopo un abuso su un minore, crimine gravissimo e sicuramente imparagonabile al passare con un semaforo rosso in stato di ebrezza?
E chi ha la memoria un pò più lunga si ricorda che il '68 tedesco iniziò anche e si rafforzò dopo il brutale attentato a Rudi Dutschke, il leader del movimento allora, assassinio istigato secondo la maggiornaza delle centinaia e migliaia di studenti allora in piazza proprio da quel giornale.
Poche settimane fa, la carismatica "papessa" protestante, Margot Kässmann, eletta presidente dei protestanti tedeschi solo pochi mesi fa, si è dimessa perché aveva passato un semaforo rosso in stato di ebrezza. La signora non solo era divorziato, uno smacco oramai accettato dall'opinione pubblica, ma da quando eletta osava criticare pubblicamente per esempio la poca sincerità con cui i politici nascondono la verità sulla natura della guerra in Afghanistan. E chi aveva pubblicato la foto della "papessa" al volante in stato meno decoroso del solito? Naturalmente lo stesso giornale di sopra, quello di "Noi siamo papa!", giornale che sostiene politicamente l'attuale maggioranza conservatore al governo. Il giorno dopo Margot Kässmann si è dimessa. Quale caso conosciamo di dimissioni dopo un abuso su un minore, crimine gravissimo e sicuramente imparagonabile al passare con un semaforo rosso in stato di ebrezza?
E chi ha la memoria un pò più lunga si ricorda che il '68 tedesco iniziò anche e si rafforzò dopo il brutale attentato a Rudi Dutschke, il leader del movimento allora, assassinio istigato secondo la maggiornaza delle centinaia e migliaia di studenti allora in piazza proprio da quel giornale.
lunedì 15 febbraio 2010
Mafia, ferro e carnevale
A Colonia, dove per tradizione "cattolica" che produce per forza riti padani - il carnevale che ogni anno nella "5° stagione" chiama milioni di persone in strada nonostante le temperature polari, questa volta oltre i soliti dissacramenti dei politici e la coalizione attualmete al governo era caraterizzatao da una novità: lo scandalo inaudito del ferro mancante in alcune stazioni della metro della città. Un anno fa morirono due persone sotto le macerie delle biblioteca comunale crollata per motivi oscuri, e ora si scropre che probabilmente le strutture sottostanti erano privi di quattro quinti di pilastri necessari per reggere la struttura. E ora la scoperta che alcune stazioni metro sono in pericolo di crollo. Ma dove è finito il ferro indispensabile per costruzioni solidi? Forse nelle mani della "mafia del ferro" che a Colonia, città "cattolica" e di carnevale, sembra operare indisturbta a fare i suoi affari di "ferro".
sabato 13 febbraio 2010
Dresda, 65 anni dopo
Migliaia di rose bianche erano oggi il simbolo dei cittadini di Dresda per commemorare l'anniversario della distruzione della loro città da parte delle forze alleate nei combattimenti contro il regime nazista, un bombardamento crudele allora che per colpire un regime sanguinario ha colpito a morte 45.000 civili di Dresda. Per l'occasione ca. 5000 neonazisti provenienti da tutta l'Europa si sono dati appuntamento, relegati dalle forze dell'ordine ai margini della città. Una catena umana formata da migliaia di cittadini, "armati" di rose bianche, simbolo della resistenza tedesca, si è formata attorno al centro ricostruito e ultimato solo pochi anni fa con la riapertura del famosissimo duomo della Frauenkirche distrutto al suolo dai bombardamenti del '45, per dire no ad ogni forma di violenza, specie quel raduno di neonazisti alle porte della loro città, una catena commuovente, in silenzio, a 65 anni della distruzione della città.
Sono riusciti a tenere lontanti i neobarbari ein mano avevano solo delle rose bianche.
Sono riusciti a tenere lontanti i neobarbari ein mano avevano solo delle rose bianche.
mercoledì 27 gennaio 2010
100 Euro per otto minuti
Il governo nero-giallo (vedi terminologia cromatica in precedenti post) aggiunge ancora un colore: questa volta, e non a sorpresa, quello dei soldi, soldi delle tasche dei cittadini.
A partire dal 1° febbraio gli associati alle casse mutualistische, cioè la basa attraverso la quale si articola il sistema sanitario pubblico in Germania, oltre alla quota direttamente trattenuta dalla busta paga, devono contribuire con 100 Euro annue extra di tasca propria e senza il contributo paritetico del 50% da parte dei datori di lavoro.
Perché questo obolo? Il deficit nella sanità è talmente fuori controllo che si crede utile far pagare al cittadino oltre il 14,9% sulla busta paga un contributo extra per 'educarlo' alla consapevolezza contro lo spreco nel sistema. Incredibile ma vero: il cittadino tedesco media che secondo una recente stastistica va dal medico ben 18 volte all'anno per avere in media be 8(otto) minuti di attemzione da parte del suo medico per il quale deve pagare già 10 Euro ogni trimestre anche se lo consulta solo per una ricetta. Ma forse ci va così spesso perché gli dedica appunto solo 8 minuti a volta?
La sanità, anche in Germania, con una società sempre più anziana, sta diventando il vero pozzo delle finanze pubbliche, dopo quello per le misure di sostegno al mercato di lavoro e agli disoccupati con ben 150 miliardi annue.
A partire dal 1° febbraio gli associati alle casse mutualistische, cioè la basa attraverso la quale si articola il sistema sanitario pubblico in Germania, oltre alla quota direttamente trattenuta dalla busta paga, devono contribuire con 100 Euro annue extra di tasca propria e senza il contributo paritetico del 50% da parte dei datori di lavoro.
Perché questo obolo? Il deficit nella sanità è talmente fuori controllo che si crede utile far pagare al cittadino oltre il 14,9% sulla busta paga un contributo extra per 'educarlo' alla consapevolezza contro lo spreco nel sistema. Incredibile ma vero: il cittadino tedesco media che secondo una recente stastistica va dal medico ben 18 volte all'anno per avere in media be 8(otto) minuti di attemzione da parte del suo medico per il quale deve pagare già 10 Euro ogni trimestre anche se lo consulta solo per una ricetta. Ma forse ci va così spesso perché gli dedica appunto solo 8 minuti a volta?
La sanità, anche in Germania, con una società sempre più anziana, sta diventando il vero pozzo delle finanze pubbliche, dopo quello per le misure di sostegno al mercato di lavoro e agli disoccupati con ben 150 miliardi annue.
domenica 24 gennaio 2010
Heidelberg
Cari amici
dai primi di gennaio mi trovo di nuovo a Heidelberg e per motivi di studio (intenso) non ne trovo il tempo per aggiornare il mio blog, cosa che mi piacerebbe fare.
L'unica per stamane: qui nevica e posso osservare i fiocchi cadere sul bosco davanti alla casa in cui mi trovo, a 500 metri d'altitudine in un parco protetto, sopra il castello, a ca. 10 km distante dal centro bellissimo di Heidelberg.
Buona domenica a tutti!
dai primi di gennaio mi trovo di nuovo a Heidelberg e per motivi di studio (intenso) non ne trovo il tempo per aggiornare il mio blog, cosa che mi piacerebbe fare.
L'unica per stamane: qui nevica e posso osservare i fiocchi cadere sul bosco davanti alla casa in cui mi trovo, a 500 metri d'altitudine in un parco protetto, sopra il castello, a ca. 10 km distante dal centro bellissimo di Heidelberg.
Buona domenica a tutti!
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