La Germania ieri sera ha vinto una partita di calcio - per la cronaca 3:0. Fin qui niente di sorprendente. Ha vinto a Berlino. Contro la Turchia. Ma... giocava all'estero o a casa? In mezzo al più acceso dibattito, attualmente in atto nel paese, sull'integrazione dei "cittadini di origine migratorie", nome ufficiale per i ca. 15 milioni di cittadini in Germania con radici non tedeschi, di cui una scarsa metà con passaporto tedesco . Lo stadio con 75.000 posti era pieno, metà tedeschi autoctoni, metà turchi tedeschi, tanti di essi integrati da anni, tanti ormai nella terza generazione, tanti abitanti nel loro mondo parallelo.
I due che hanno segnato per la Germania del calcio erano Klose e Özil, il primo di lontane origine polacche, il secondo turche, attualmente star del Real Madrid. Ogni volta che Özil toccava palla un feroce concerto di fischi lo accompagnava. Brutto gesto, bruttissimo. Ha segnato lo stesso, da vero professionista. Per i turchi nello stadio per la parte sbagliata.
Da settimane a Stoccarda va in scena uno spettacolo insolito: ogni lunedì (venerdì o anche altri giorni) migliaia di persone si raggruppano davanti alla stazione ferrovaria. Protestano. Contro un progetto, costoso, che eliminerebbe la stazione da sopra terra trasformandola in una stazione sotto terra e di passaggio, inserito in un piano europeo di collegamenti veloci. Sono in 30, 50, 100.000, sempre più. Hanno già messo in grosse difficoltà il governo regionale (della quale regione Stoccarda è capitale), sono già oggetto del dibattito naziopnale, in parlamento e nell'opinione pubblica. Ora si sta tentando una mediazione. Se si votasse oggi nella demoscopea i Verdi sono volati a quasi il 30% nella regione, a 20-25 a livello nazionale, il governo Merkel, la coalizione cristiano-liberale, una sperduta minoranza. Curioso, proprio il partito nato dal movimento del '68, oggi sarebbe dominante per il futuro di questo paese.
A volte tornano... e anche migliorati...
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