All'elezione di Ratzinger a lettere cubitali BILD in prima pagina titolava "Noi siamo Papa". Quanta gloria da allora il papa tedesco ha perso nell'opinione pubblica tedesca!
Ora in Sudafrica si giocano i mondiali di calcio e mai un titolo sembrava più appropriato quanto "Noi siamo Özil!". Il giovane giocatore 21enne è nato nella Ruhr con il suo vecchio mito operaio superato da tempo. I genitori 40 anni fa erano immigrati dalla lontana Anatolia nel cuore della Ruhr per trovare un lavoro. Lui è tedesco anche se a casa parla ancora il turco perché la mamma, si sa la mamma, ancora non capisce bene il tedesco. Mesut Özil rappresenta come poch'altri la nuova Germania calcistica, giovane e multietnica. Ci sono oltre a lui Cacao (nazionalizzato dal Brasile), c'è Sami Khedira, con mamma tedesca e papà maghrebino, c'è Jérome Boateng nato a Berlino di gentori del Ghana, ci sono le vecchie star Podolski e Klose, entrambi di lontane origine polacche.
Il giovane Özil ci ha calciato negli ottavi con il suo goal contro il Ghana, lo stesso Ghana che ieri sera ha eliminato gli USA dal torneo. E tutto il paese spera oggi pomeriggio in una sconfitta dell'Inghilterra, sotto un sole scottante di 35°, magari di nuovo con un bel goal di Özil.
domenica 27 giugno 2010
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