lunedì 9 novembre 2009

Libertà di viaggiare

Oggi, nel 20° anniversario della caduta del muro, di cui motore principale era il desiderio di viaggiare liberamente per il mondo superando la prigione dell'est, vorrei raccontare un piccolo aneddoto del mio ultimo piccolo viaggio in Germania. Salendo da Roma con il treno di notte via Brennero-Austria-Monaco, oltre al biglietto si doveva dare all'uomino del vagone letto anche la carta d'identità. La mia domanda 'come mai? siamo nell'Unione Europea!' rimase senza risposta. Al ritorno, l'altra sera a Monaco, allego quindi di nuovo il passaporto al biglietto. "Non serve, grazie", con queste parole mi viene subito restituito. Allora lo voglio proprio sapere perché andando sì, tornando no. Mi viene spiegato: andando in Germania sono gli austriaci che vogliono controllare chi viene dall'Italia, andando in Italia a nessuno interessa chi va, né agli austiaci, tantomeno ai tedeschi e evidentemente nemmeno agli italiani. Io e la mia giovane compagna ucraina di wagone letto ci siamo guardati stupiti: che strano per la terra xenofoba dove regna un Bossi.

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