Chi lo avrebbe mai detto che il tedesco sia così vitale da integrare nel corso della storia migliaia di idiomi provenienti da altre lingue tanto da crederli completamente tedeschi! Il Goethe Institut, instituzione culturale conosciuta in tutto il mondo per la diffusione della lingua e cultura tedesca, ha ideato un oncorso: la migliore espressione idiomatica a sfondo migratorio. Il risultato: 3500 parole da 42 lingue diverse. Veniamo così a sapere che tante espressioni credute autenticamente tedesche non lo sono affatto! Il concorso è stato vinto dalla parola "Tollpatsch" (persona goffa e maldestra, Dizionario Garzanti) in raltà proviene dall'ungherese 'Tolpas' e venivano così chiamati i soldati a terra del 17° secolo, che per forza delle migliaia di chilometri percorsi avevano i piedi larghi (in ungherese 'Talp' significa appunto piede, suola).
Le parole migratorie sono tante e nessuno oserebbe mettere in discussione la tedeschità di "Hängematte" (che tradotto sarebbe stuoia pendente o appesa), invece sì! L'amaca haitiana emigra attraversa la Spagna dove diventa 'Hamaca' in Olanda come 'Hangmak' e da lì la strada a 'Hängematte' in tedesco è breve.
Altre parole molto citate dai partecipanti al concorso sono "Fisimatenten" (dal francese 'visitez ma tente' dai tempi delle truppe occupanti francesi quando i soldati invitavano le ragazze tedesche a venire nelle loro tende; il significato oggi in tedesco è 'fare storie', o fare 'il/la difficile'). Un'altra parola molto citata è "Tohuwabohu" (dal ebraico dove significa 'desertico' che arriva in tedesco con la traduzione della bibbia da Lutero e oggi significa nell'uso comune 'grande caos, disordine').
Si potrebbe continuare con altri esempi curiosi di parole che prima di entrare nel tedesco abbiano fatto una lunga strada di migrazione.
La vincitrice del concorso come premio ha avuto un viaggio in Ungheria per due persone. Il concorso insegna che non solo le persone emigrano ma con esse anche il loro bagaglio linguistico e, mescolandosi con la lingua locale, diventa strada facendo un'altra cosa...
domenica 27 aprile 2008
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