lunedì 5 maggio 2008

Femministe ed ebrei

Alice Schwarzer, femminista storica tedesca e fondatrice della rivista "Emma", ieri ha ricevuto il premio Ludwig Börne per giornalismo critico dalla mani di Harald Schmidt, noto satirico televisivo. Degno di nota non solo il fatto ma anche il luogo: la Paulskirche (chiesa di Paolo) di Francoforte, che ospitò nel 1848 la prima assemblea nazionale tedesca democraticamente eletta.
Alice Schwarzer, nella sua replica alla laudatio di Schmidt, in modo un pò azzardatoha paragonato la lotta delle donne alla storia subìta degli ebrei: da parìa e vittime a potagonisti. Schwarzer domanda: "Börne parla del 'mal di ebrei'. Conosceva anche il 'mal di donna'?
Ma perché un premio al giornalsimo critico è intitolato proprio a Ludwig Börne? Nato nel 1786 a Francoforte come Juda Löb Baruch, diventa dottore in filosofia dopo anni di studi tumultosi e pieno di debiti, diventa pubblicista e editore, si iscrive alla massoneria, entra per volontà del padre nell'avvocatura della polizia, da dove viene espulso, converte e cambia nome, emigra a Parigi, è tra i fondatori del movimento democratico di giovani tedeschi, nel 1838 muore nella caitale francese e ancora oggi la sua tomba si può visitare nel cimitero Père Lachaise.
Uno delle penne più critiche tedesche di quei anni e battipista del giornalismo critico sulle donne però aveva qualche idea curiosa. Nota la sua affermazione "La femmina vive solo se ama. Si ritrova solamente se si perde in un uomo". A dispetto di Alice Schwarzer.

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