Ogni volta che torno a Berlino aumenta il mio amore per questa città, unica e particolare. Girarla in bici ancora di più: ovunque piste ciclabili, un rispetto assoluto per chi si muove in città sulle due ruote non motorizzate, migliaia e migliaia di persone che la usano, per andare al lavoro, per divertimento, per piacere.Recentemente sono nati i taxi in bici, una specie di Ricscà indiano trainato da bici.
Arrivando l'altra sera dove mia figlia ha trovato rifugio provvisorio, stupore puro: un complesso fine '800, ex ospedale (tipo il San Camillo a Roma), in disuso da 35 anni, grazie alle lotte e alle occupazioni, nel centro città (Kreuzberg), oggi è un centro culturale multietnico e artistico con tanto di laboratori e tanti di "flippati" esistenziali, vivo, pieno di artisti da tutto il mondo, di suoni polifonici, in mezzo ad un parco meraviglioso - la mattina vieni svegliato dagli uccelli (veri), il verde degli alberi entra in stanza attraverso i rami dalla finestra e il profumo dei fiori accarrazza dolcemente il risveglio. Sotto le finestre, un colonia di clochard che da decenni vivono in camion colorati fuori uso in un disordine organico tutto loro, senza scontri, senza ronde notturne, senza violenza...
La mattina uscendo di casa trovi la donna turca in abbigliamento colorato di arancione ma islamico (coperta dalla testa ai piedi) sdraiata sul prato a leggere un libro...
Cosa ci può essere di più pacifico nella multiculturità delle nostre metropoli europee moderne? Ovvero cosa esprime meglio una civiltá moderna di convivenza pacifica?
sabato 24 maggio 2008
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