Milioni di cittadini turchi vivono in Germania, una piccola parte ha anche assunto la cittadinanza tedesca. Vivono lì dagli anni sessanta, dai primi accordi bilaterali per favorire l'immigrazione. Avevano chiamato lavoratori, sono diventati cittadini. Seconde e terze generazioni, nate e cresciute in Germania. Berlino è la seconda città turca, fuori dai suoi confini. Interi quartieri abitati in grande maggioranza da cittadini turchi.
L'altro ieri a Monaco è iniziato un processo contro due giovani (uno turco, uno greco). Avevano pestato a sangue un anziano tedesco, quasi uccidendolo, con rabbia, urlando in continuazione "tedesco di merda". Grossi problemi di integrazione ovunque, alto tasso di disoccupazione, scarso profitto scolastico. Ma anche famosi scrittori, avvocati, musicisti, imprenditori, registi, e sì anche calciatori turco-tedeschi, fanno oggi parte della vasta società multietnica tedesca. Hamit Altintop, giocatore della nazionale turca, è uno di loro. Nato a Gelsenkirchen nel cuore della Ruhr, oggi gioca nel Bayern München. Un idolo non solo in Turchia ma anche per tutti i turco-tedeschi. "Alla Germania devo tutto", dice in un intervista a SPIEGEL online, "ma per la nazionale turca gioco col cuore".
La squadra turca, che ha elevato il caos a principio guadagnandosi così i semifinali, tra squalificazioni e incidenti dei 23 giocatori uguali per tutte le squadre strada facendo ne ha perso 9 ed è rimasta con soli 14 giocatori a disposizione.
Sarà comunque una serata speciale, questa semifinale tra Turchia e Germania. La stampa turca si preoccupa di spari e morti possibili. E non tutti saranno così pacifici come le ragazze di una squadra di calcio femminile di Berlino, dove turche e tedesche giocano insieme, anche stasera la partita se la vedono insieme: "Saremo contente in ogni caso perché a vincere sarà sempre uno dei nostri due paesi", mentre davanti al Brandenburger Tor canterà il più famoso rapper turco-tedesco, anche lui con due paesi nel cuore, e alla BMW, Mercedes, Opel, Siemens il turno del pomeriggio finisce prima e quello notturno inizia più tardi del solito, eccezionalmente, si intende.
mercoledì 25 giugno 2008
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