In Italia, il 29.9.06 il Tribunale militare di La Spezia lo ha condannato a vita.
A Monaco di Baviera è iniziato oggi il processo contro Josef S., 90 anni, per la strage di Falzano di Cortano, dove nel giugno del '44 il battaglione 818 dell'ersercito tedesco ha fatto strage di 14 civili come vendetta per l'uccisione di due soldati tedeschi da parte dei partigiani.
Per il Tribunale tedesco deve essere attribuito la resposnabilità soggettiva e individuale di Josef S., a loro non basta che era stato membro del battaglione che, con mitra e dinamite ha ucciso i civili e distrutto il paese. Deve essere accertato che Josef S. ha guidato l'esecuzione e materialmente ucciso. Un platone di avvocati, di cui alcuni vicini ad un gruppo che presta soccorso legale agli ex-nazi, cercherà di impedire proprio questo. Finora Josef S. ha sempre negato ogni sua responsabilità diretta. Dei 22 testimoni originalmente chiamati al processo 6 nel frattempo sono morti.
I 19 familiari delle vittime uccise tra cui uno sopravvissuto della strage stessa che allora aveva 15 anni, sono rappresentati dall'avvocata Gabriele Heinecke di Amburgo.
In mattinata manifestanti davanti al Palazzo di Giustizia si sono espressi per la condanna.
Josef S. negli anni passati si è costruito una vita sociale e professionale sia come consigliere eletto nel Consiglio comunale a Ottobrunn, un piccolo paese alle porte di Monaco, sia come falegname con un proprio negozio di mobili. Nella vicina Mittenwald ogni anni si incontra il "circolo dei camerati della truppa montana", appunto quello della strage di Falzano di Cortona.
È in vita ancora anche Herbert S., comandante del battaglione 818, autore della strage.
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