Attualmente la componente "bio" dei carburanti in Germania è il 7 %.
Secondo la legge tedesca entro il 2020 la percentuale dovrebbe crescere al 17.
Problema: le risorse agricole tedesche non potranno soddisfare tale quota e sempre più bisognerà rifornirsi sul mercato dei paesi in via di sviluppo.
Ma quale sviluppo? Soja, olio di palma, colza, provenienti dalle foreste pluviali del Borneo, ottenuti o per l'agricoltura intensiva o per un disboscamento brutale creerà una vera e propria esplosione di biossido di carbone. Un circolo vizioso micidiale.
Un'integrazione legislativa dovrebbe ora garantire che il 40 % dei carburanti "bio", muniti di certificato, producano meno biossido di carbone dei prodotti petroliferi, non devono provenire da terreni che entro il 2005 erano classificati come zone protette.
Una girandola di biocertificazione in giro per il mondo
difficilmente da osservare, mantenere, controllare...
(SPIEGEL)
martedì 26 febbraio 2008
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