venerdì 8 febbraio 2008

La Turchia nel Palatinato

Ludwigshafen, città operaia, sede del colosso chimico BASF,
la più grande città nel Renania-Palatinato,
in questi giorni vive un lutto immenso:
9 persone bruciate vive nel sonno,
la notte di domenica scorsa.
Pompieri accorsi pochi minuti dopo per spengere le fiamme.
Troppo tardi.
Le persone erano tutte turche,
abitanti in un palazzo di soli turchi,
un piccolo ghetto.
I pompieri non riescono a trovare una causa che non sia accidentale.
I turchi insistono nella tesi di un attentato xenofobo.
Spuntano tra le macerie del palazzo simboli nazisti,
ora si viene a sapere che erano vecchi, di qualche anno fa.
Monta la rabbia dei turchi.
Accore il primo ministro del Land e attuale capo dell' SPD, Kurt Beck, per assicurare che tutto sarà fatto per scoprire le cause dell'incendio.
Cresce ancora la rabbia di chi si sente escluso da questa società.
Accore il primo ministro turco Erdogan.
Insieme ieri un comizio per rassicurare le anime, di fronte a 2.500 turchi impauriti.
"Abbiamo paura, anche nel nostro palazzo vivono solo turchi", dice una donna,
e un'altra aggiunge: "Speriamo che non era un attentato dei nazisti, altrimenti
qui scoppierà la guerra nelle strade".
La memoria ricorre al primo attentato xenofobo in Germania,
nel 1993, quando 5 turchi bruciavano dentro un palazzo,
a Solingen.

1 commento:

Anonimo ha detto...

è terribile quanto scrivi.
come fare ad abbassare e attenuare le paure di ciascuno di noi?